Spiaggia di Velluto, la vera rotonda sul mare nel cuore di Senigallia di nuovo Bandiera Blu nel 2020

Spiaggia di Velluto, la vera rotonda sul mare nel cuore di Senigallia di nuovo Bandiera Blu nel 2020

Cari amici di Scopriviaggi.com bentrovati per un nuovo viaggio alla scoperta di una meta bella, famosissima e incantevole dell’Italia…Senigallia e la sua Rotonda A Mare è un luogo unico nel suo genere, costruito a pochi metri da una delle località marittime più belle di Senigallia: la Spiaggia di Velluto. E questo posto che ha ispirato la celebre canzone “Una Rotonda Sul Mare”, di Fred Bongusto. In molti si sono esibiti nella famosa struttura circolare, sospesa sopra il mare cristallino premiato con la Bandiera Blu nel 1997. Tra i volti più noti: Franco Califano, Gino Paoli e Mina.

È una delle principali località turistiche delle Marche, richiamante visitatori da ogni parte d’Italia e d’Europa, anche grazie alla famosa spiaggia detta “di velluto”. Dal 1997 Senigallia si fregia ininterrottamente della Bandiera Blu, il riconoscimento viene rilasciato alle località che garantiscono qualità delle acque di balneazione, attenzione alla gestione ambientale, informazione all’utente, servizi e sicurezza in spiaggia.

Sorge sulla costa medio- adriatica alla foce del fiume Misaa circa 35 km da Ancona, direzione sud, e a circa 30 km da Pesaro, direzione nord.

Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante, ma circondato da colline digradanti verso il mare. Il centro storico ricalca l’impostazione urbanistica della città romana che fu fondata su una collina a sud del fiume Misa.

Gli ultimi anni hanno visto eventi “urbanisticamente storici” per la città: l’ingrandimento del porto turistico verso il mare e la sua definitiva separazione dall’alveo fluviale che, fin dalla fondazione della città, ne era stato “il porto” e la demolizione dell’immenso complesso di edifici che costituivano l’ormai l’ex cementificio della Italcementi , sempre nella zona del porto cittadino.

La camminata sotto i portici

Il lungofiume cittadino è costituito da 6 edifici porticati realizzati in due momenti diversi nel ‘700, quando si decise di ampliare la città demolendo il tratto di mura fronteggianti quella riva. I primi tre realizzati furono quelli a partire dal mare. Facendo attenzione si nota come l’undicesimo pilastro del terzo porticato sembri “posticcio”. Questo perché il primo ampliamento si fermò lì, poi successivamente si allungarono ulteriormente il porticato e l’edificio, conformando quel pilastro a tutti gli altri. Sono presenti anche delle incisioni sulla pietra bianca d’Istria in ringraziamento al Papa Pio VII.

Chi passeggia sotto i portici inoltre noterà che la pavimentazione e la prima cornice marcapiano del primo portico venendo dal mare presenta una sorta di “rigonfiamento” circa a metà. In quel tratto era presente una delle vecchie porte d’accesso alla città, al cui fianco si trovava un vecchio torrione detto “Isotteo”. I due vennero completamente demoliti lasciandone solo le fondazioni su cui si intestò il nuovo edificio porticato. A seguito del sisma del 1930, che ebbe anche andamento sussultorio, le fondamenta del torrione “spinsero” l’edificio soprastante. Lo si nota in particolare guardando dall’esterno l’edificio: mentre le cornici superiori che vennero rifatte assieme al tetto sono perfettamente orizzontali, le altre ed il basamento del porticato hanno appunto il rigonfiamento a circa metà del porticato.

Il primo porticato, per la sua posizione direttamente esposta al mare e senza alti edifici a fronteggiarlo, venne colpito varie volte da cannoneggiamenti dal mare. Coincidenza volle che tra i tanti ad essere colpito in varie occasioni fu sempre lo stesso pilastro: una prima volta nel 1799 (periodo napoleonico) e di nuovo nel 1915 all’inizio della Prima Guerra Mondiale ad opera delle navi austriache. Due targhe commemorative poste su quel pilastro, ancora oggi visibilmente scheggiato, ricordano quegli eventi.

L’ultimo edificio sul lungofiume, di proprietà della Curia, stranamente non presenta alcun porticato seppure inizialmente previsto nel progetto di ampliamento urbano. Questo accadde perché non era ancora chiaro chi e se avrebbe mai costruito l’edificio che separa l’attuale Piazza del Duomo dal fiume e se avrebbe realizzato anche lì il porticato previsto dal progetto generale, come poi effettivamente avvenne. Quindi la Curia, non volendo realizzare un portico che rimanesse isolato e staccato dagli altri “come se fosse un pulcino che cerca di inseguire la sua chioccia”, optò per una più semplice edificazione senza nulla.

Cari fun e amici di Scopriviaggi.com non vi resta che programmare una bellissima vacanza Made in Italy in una delle mete più suggestive dell’Adriatico!!!! BUON VIAGGIO!!!!!!!

GulyScopr.1

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