IL FASCINO DEL MAROCCO: CASABLANCA E LA CITTÀ IMPERIALE DI RABAT

IL FASCINO DEL MAROCCO: CASABLANCA E LA CITTÀ IMPERIALE DI RABAT

Bentrovati cari amici di Scopriviaggi.com, oggi vi porteremo alla scoperta di una terra fantastica dalla storia antica e importante che ha sempre esercitato un fascino verso i turisti che amano l’avventura …

Esiste una terra che da millenni è la naturale estensione dell’Europa, separate per 14 km dallo Stretto di Gibilterra: la mitologia classica narra che Ercole in una delle sue 12 fatiche giunse alla fine del mondo, situata alle pendici dei monti Calpe ed Abila, Gibilterra e Marocco, e che avesse diviso il monte in due parti, le famose colonne d’Ercole. Tra le due colonne vi incise “Non plus ultra”, non si può andare oltre.

Non andremo “oltre” l’oceano, ma partiremo alla scoperta della colonna d’Africa in un viaggio tra le città imperiali di una terra sorprendente ed affascinante: il Marocco.

Il Marocco è anzitutto il Mediterraneo, un mare che accomuna tre continenti: Europa, Asia ed Africa. Resti delle vestigia romane si uniscono a quelli dei berberi, gli antichi abitanti del territorio da oltre 3000 anni. Ad essi si affianca la raffinatezza delle architetture degli arabi, giunti qui sul finire del VII secolo alla conquista del “el Maghrib el Aqsa”, ossia l’estremo occidente.

La varietà dei suoi paesaggi rende il Marocco una destinazione ideale per turisti con esigenze diverse, dalla vacanza di relax e mare a quella culturale-storica, senza tralasciare la scelta naturalistica con il suo incredibile deserto e l’Atlante.

Il Marocco vanta ben 4 città imperiali: Rabat, Meknes, Fes e Marrakech.

 Il loro status di città imperiale veniva stabilito da un sultano, che la eleggeva come sua residenza.

E’ possibile organizzare un viaggio da soli, ma, come tutti i “fai da te”, occorre la dovuta attenzione che il buon senso richiede per ogni viaggio ed un po’ di organizzazione.

Il primo consiglio è quello di affittare una macchina e partire alla scoperta di questi luoghi affascinanti nel rispetto della cultura locale, tenendo conto di fattori come un abbigliamento consono ed eventuale ricorrenza del mese del Ramadan. Questo non deve far demordere dall’affrontare il viaggio, che ti ripagherà con i suoi colori, profumi, architetture, gusti e la sua gente.

CASABLANCA

Casablanca è il mio punto di partenza ed anche di ritorno con la Royal Air Maroc con scalo all’aeroporto “Mohammed V”.

Casablanca nel mio immaginario romantico è il mitico film del 1942 con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman, una pietra miliare della cinematografia di tutti i tempi. È un classico dei classici degli amori impossibili, dove tutte le donne vorrebbero vestire i panni di Ilsa (la nostra Ingrid) con tanto di marito ed entrare nel Rick’s Cafè per guardare Rick (il tenebroso Humphrey) con i suoi stessi occhi e dare un nome all’amore. Ovviamente il suo “baciami, baciami come se fosse l’ultima volta!” rimane negli annali delle battute cinematografiche.

La loro Casablanca è avvolta dalla nebbia della scena finale, la mia Casablanca mi accoglie con il sole.

È la più grande città del Marocco, nonché la capitale economica del Paese. È quella in cui le contraddizioni sono più evidenti, la modernità con le sue architetture e geometrie fa a pugni con la povertà ed il degrado del centro storico.

Ho scelto l’Hotel Transatlantique, nel cuore della città, e l’ho fatto solo perché lì nel pieno del colonialismo francese era solita soggiornare la grande Edith Piaf con il suo amato, il noto pugile Marcel Cerdan.

Nella hall risuona “Je ne regrette rien” ed una parte di me già vede Edith, minuto essere grandioso, avviarsi con Marcel nella sua suite royale ed io seguo i suoi passi.

L’hotel è in stile Art-Deco, ma avrà sicuramente visto tempi gloriosi e migliori. Le stanze sono rimaste più o meno quelle di Edith ed è tutto dire! Tutta la notte il gocciolio della vasca da bagno ha accompagnato il mio sonno, uno stillicidio terrificante.

Ho considerato Casablanca più uno scalo che un luogo imperdibile del mio viaggio nel Marocco autentico, poiché non lo rappresenta a pieno, con i suoi stili di vita piuttosto occidentali e costruzioni moderne degne di una “capitale” finanziaria qual è. Lungo la spiaggia troviamo alberghi di lusso, campi da golf, casinò, porto turistico.

E’ innegabile che sia il porto principale del Marocco, insiemi a Tangeri, nonché, con i suoi 3 milioni di abitanti, la città più popolosa ed il centro nevralgico degli affari con le sedi di banche ed imprese finanziarie.

RABAT

Con Rabat comincia il tour delle città imperiali: dista circa 100 km da Casablanca ed è la capitale politica ed amministrativa del Marocco.

Ai tempi dell’Imperatore romano Claudio era una colonia. Nel X secolo i musulmani costruirono qui un ribat, un convento, che un secolo dopo venne trasformato in una kasba, ossia una fortezza, che fu la base operativa dei mujahidin, i combattenti dell’islamizzazione della Spagna. Fu l’Almohade Yacoub el Mansour a scegliere Rabat come capitale imperiale. Con la vittoria sui castigliani ad Alarcos la città fu ribattezzata Ribat el-Fath, il ribat della vittoria.

I francesi, data la posizione sul mare, elessero Rabat a capitale amministrativa.

Punto di partenza per conoscere Rabat è la sua Medina, dichiarata Patrimonio dell’Unesco nel 2012. La Medina in arabo vuol dire “città” ed è la sua anima antica, da qui comincia un’esperienza di viaggio in una città araba.

Fu fatta costruire da Yacoub El-Mansour, il sovrano almohade che fece di Rabat la sua capitale.

La Medina è circondata da mura di cinta, a Rabat le prime mura furono le Mura degli Almohadi lunghe 5 km con ben 5 porte di accesso alla città vecchia e seguirono le Mura degli Andalusi, che terminarono la chiusura della Medina 4 secoli dopo.

La Medina è il cuore pulsante della città, appena varchi le porta del mercato, ti ritrovi immerso in una trama fitta di vie in cui pullula gente tra bancarelle, negozi di ogni genere, ristoranti e caffè.

Prestare sempre attenzione, ma la parola d’ordine è divertirsi con le contrattazioni, raccontando l’impossibile e non accettando quasi mai il prezzo proposto. Si uscirà vittoriosi.

KASBA DEGLI OUDAIA

E’ la zona fortificata di Rabat, una cittadella all’interno della città, è la parte che si è conservata meglio ed è anche la più affascinante della città.

Il suo nome lo deve ad una tribù araba che arrivò qui all’inizio del XIII secolo e che fu utilizzata da Moulay Ismail a difesa del territorio contro la tribù degli zaer.

Questo è il cuore del ribat del X secolo, costruito su uno sperone roccioso da cui si ammira l’oceano e da cui si comprende la strategicità della posizione come ingresso alla città.

Si entra tramite il BAB EL-OUDAIA, probabilmente la porta in pietra più famosa degli Almohade, costruita da Yacoub el-Mansour

E’ costituita da un labirinto di vie strette, ma così strette che a volte aprendo le braccia ne tocchi le mura ed altre ci passano a stento due persone. Questo fa sì che siano vie solo pedonali.

Cammini tra mura colorate di bianco e di azzurro su cui risplende il sole, porte colorate e stilizzate, bambini che giocano, piccole botteghe.

Attenzione però! Qualche inconveniente in un viaggio è sempre dietro l’angolo. Un uomo si è avvicinato a noi, chiedendoci se fossimo italiani e se fosse la prima volta a Rabat. Ha iniziato a seguirci ed a chiacchierare. Ad un certo punto ci dice che voleva i soldi per averci fatto da guida, al nostro ribattere che non avevamo richiesto i suoi servigi, né tantomeno aveva dato noi delle notizie imperdibili rispetto alla nostra guida cartacea, ha minacciato di non farci uscire da lì.

Ovviamente siamo usciti, ma gli abbiamo lasciato qualcosa! L’inconveniente ci ha un po’ infastidito, ma tutto bene quel che finisce bene ed abbiamo continuato a goderci la nostra prima tappa del tour.

LA TORRE DI HASSAN

E’ il Minareto simbolo della città, il suo monumento più famoso.

La torre in pietra rossa è alta 44 metri ed è solo la metà degli originali 80 metri del progetto elaborato dell’architetto Jabir, che aveva già lavorato alla Koutoubia di Marrakech ed alla Giralda di Siviglia, considerate torri gemelle a questa di Hassan.

Fu edificata a partire dal 1195 per essere parte della grande Moschea iniziata da Yacoub el- Mansour e mai terminata, a causa della morte del sultano.

Di quella che sarebbe dovuta essere all’epoca la Moschea più grande del mondo rimangono pezzi di mura e parti delle 200 colonne.

IL MAUSOLEO DI MOHAMMED

E’ un’opera monumentaria moderna terminata nel 1971. Il Mausoleo fu edificato nella Piazza della Torre di Hassan ed intitolato a colui che viene considerato il “padre della moderna nazione marocchina”.

Le guardie imperiali presidiano questo sito e c’è un Imam che recita sempre le preghiere.

E’ opera di un architetto vietnamita, che lo ha realizzato in marmo bianco italiano secondo uno stile arabo-islamico.

Al suo interno, troviamo il sarcofago in onice pakistano di Mohammed V, quello del figlio Hassan II e quello dell’altro figlio Moulay Abdallah

Cari amici di Scopriviaggi.com, speriamo di avervi fatto assaporare almeno un pò della magia del Marocco e di queste 2 splendide città dal passato nobile ed antichissimo…come sempre chiudiamo augurandovi….BUON VIAGGIO!!!

GulyScopr.1

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