CALABRIA-La fortezza aragonese di Le Castella a Isola di Capo Rizzuto e la magnifica area marina protetta

CALABRIA-La fortezza aragonese di Le Castella a Isola di Capo Rizzuto e la magnifica area marina protetta

Bentrovati amici e appassionati di viaggi dallo staff di Scopriviaggi.com, oggi vi porteremo in Calabria e più precisamente nella località de Le Castella a Isola Capo Rizzuto in provincia di Crotone alla scoperta di un posto dal fascino enorme e che racchiude storia, cultura e tanta tanta natura…

La prima cosa che si può apprezzare di Le Castella è il Castello Aragonese, tra i castelli più suggestivi della Calabria, è divenuto nel tempo il simbolo del turismo culturale nella regione.

Ubicata su un piccolo lembo di terra prospiciente la splendida Costa dei Saraceni nella frazione Le Castella del comune di Isola Capo Rizzuto, la splendida fortezza di Le Castella è ciò che rimane di una vasta area che doveva costituire un vero e proprio villaggio dotato di cinta muraria. Le ultime indagini archeologiche hanno infatti evidenziato la presenza nei fondali adiacenti il castello aragonese di blocchi architettonici di epoca ellenistica, lasciando intuire che tutta l’area di Le Castella doveva essere una volta molto più allungata verso il mare.

La fortezza non ospitò mai la nobiltà del luogo, ma servì sempre da ricovero per i soldati impegnati contro gli attacchi provenienti dal mare dagli invasori di turno. La torre cilindrica che svetta centralmente all’interno della fortezza è di chiara derivazione angioina e ne testimonia l’impianto originario che dovrebbe risalire al XIV secolo.

La torre angioina è caratterizzata da una splendida scala a chiocciola in pietra che ne collega i tre piani. Verso la fine del XV secolo la fortezza di Le Castella passò in mano aragonese. Nel 1496 il re Federico d’Aragona la consegna al conte Andrea Carafa che tra il 1510 ed il 1526 fa edificare possenti bastioni quadrangolari speronati al fine di aumentare la capacità difensiva del castello.

Quelle degli angioni ed aragonesi sono le modifiche più importanti del castello, oggi ben visibili grazie ad una paziente opera di restauro. Gli scavi archeologici effettuati all’interno della fortezza di Le Castella, hanno evidenziato differenti stratificazioni storiche e architettoniche con sovrapposizione di diverse fasi edilizie.

Sul lato est della fortezza è emerso un muro lungo quaranta metri fatto a blocchi di calcare e piccoli riquadri in pietra disposti a scacchiera, simile per tecnica edilizia al muro ellenistico di Velia. Dal castello si gode una splendida visuale sul mar Ionio e sulle acque della Riserva Marina di Capo Rizzuto. La fortezza di Le Castella si colloca oggi in un contesto ambientale di elevato pregio naturalistico, circondato dalla Riserva Marina di Capo Rizzuto, istituita nel 1991.

In una delle stanze della fortezza è possibile osservare i fondali dell’Area Marina Protetta in tempo reale grazie a delle telecamere subacque posizionate a 10 metri di profondità.

L’intera zona di Capo Rizzuto si posiziona al centro della bellissima Costa dei Saraceni, interessata da una frequentazione turistica tra le più elevate della Calabria, sia per il valore paesaggistico ed ambientale delle coste, sia per la ricchezza di risorse culturali ed archeologiche.

Ma come detto Le Castella non è solo storia e cultura ma anche NATURA.

Istituita ufficialmente con Decreto Ministeriale del 27 dicmbre 1991 e da un successivo del 19 febbraio 2002, l?Area Marina Protetta “Capo Rizzuto” si sviluppa su di un territorio di ben 42 km di costa, 14.721 ettari, che va da Capo Colonna, vero e proprio giacimento archeologico simbolo dei fasti della Magna Grecia, sino a Punta Le Castella sede della famosa Fortezza Aragonese. L?area protetta è affascinante e suggestiva perché accoglie e mescola sapientemente storia e natura: è infatti uno scorcio di mare nel Mediterraneo caratterizzato dalla varietà degli ambienti naturalistici e dalla particolare geomorfologia della costa. L’istituzione di tale riserva a un duplice obiettivo: preservare un tratto di costa unico dal punto di vista ambientale; tutelare il vasto patrimonio archeologico presente sui fondali marini.

L’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto” si divide in tre zone di protezione ambientale:

Zona A, definita area di “Riserva Integrale”, dove il regime di tutela è particolarmente ristretto e non consente alcuna forma di disturbo ambientale. E’ vietata, infatti, la balneazione, l’immersione subacquea, la navigazione con imbarcazioni natanti, l’ancoraggio, l’ormeggio e la pesca. Questa zona oltre ad assumere particolare interesse biologico, presenta delle particolari situazioni storico-archeologiche che sono tutelate in modo particolare. La riserva integrale comprende un tratto di costa e di mare a Capo Colonna e Capo Cimiti e una zona di mare a largo di Capo Bianco, dove sono possibili solo visite guidate subacquee senza respiratore disciplinate dall’ente gestore.

Zona B, definita area di “Riserva Generale”, si estende da Capo Donato fino ad est di Barco Vercillo. Qui sono consentite attività ricreative ma non di pesca come immersioni, snorkeling, balneazione, la navigazione con velocità non superiore ai 5 nodi, l’ancoraggio in zone appositamente individuate e l’ormeggio in zone attrezzate di gavitelli e appositi ormeggi. Rimane l’obbligo di preservare l’ambiente marino. E’ possibile esercitare la pesca professionale disciplinata dall’Ente Gestore e con gli attrezzi della piccola pesca, la pesca turismo e la pesca sportiva solo con la lenza e la canna da fermo. E’ comunque vietata la pesca subacquea.

Zona C, definita area di “Riserva Parziale”, comprende il restante tratto di mare, sempre all’interno del perimetro (quello più a largo) che crea un collegamento e completamento dell’area protetta dove sono consentite le stesse attività della zona B e dove i pescatori locali possono accedere con le attività di pesca controllate dalla capitaneria di porto.

L’AMP è un particolare esempio di convivenza di componenti biotici (animali e vegetali) e abiotici (genotipo). Importante compito dell’AMP è quello di preservare la tartaruga Caretta Caretta, abituale frequentatrice delle nostre coste, effettuando una costante attività di recupero e soccorso di questa specie. Si tratta della tartaruga più diffusa e comune dei mari italiani e l’unica che nidifica sulle nostre coste.

La zona costiera dell’AMP è caratterizzata dall’alternarsi di promontori e golfi più o meno ampi. Da nord, a sud ricche insenature per lo più con spiagge basse e sabbiose. La geologia dell’intero marchesato è costituita da argille marine, alle quali si sovrappongono sabbie e conglomerati marini attribuiti al solo Pleistocene. La morfologia sottomarina è caratterizzata dal proseguimento in mare delle strutture della terra ferma, risultando perciò estremamente diversificata. Tratti di piattaforma continentale relativamente estese si succedono ad aree a maggiore pendenza.

Il fascino dell’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto” si svela nei suoi percorsi sommersi. A Le Castella, davanti al Castello Aragonese, i fondali custodiscono il relitto di una nave di notevoli dimensioni. A sud dell’isolotto fortificato, si snoda per circa 400 metri ad una profondità media ad 5 metri il suggestivo percorso archeologico subacqueo: sul fondo sono ben visibili blocchi in lavorazione, una scala delle cisterne o meglio silos, destinati alla conservazione di alimenti. Ma il mare nasconde nelle sue profondità altri preziosi segreti. Sulle secche di Capo Rizzuto, vi è il relitto Gunny, ad una profondità di 24 metri. Nella stessa località, cento anni fa, il mare ha inghiottito un?altra nave, il Bengala. A Cannella, infine, giace in assetto di navigazione il relitto “Chico”, ad una profondità di 29 metri.

Cari amici di Scopriviaggi.com, per visitare questa meraviglia di storia, cultura e natura basta poco e per chi l’ha vissuta è una esperienza unica…vi consigliamo di scoprire questo incantevole posto e come sempre BUON VIAGGIO!!!!

GulyScopr.1

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