ITALIA: COSENZA: UNA CITTÀ ANTICA CHE GUARDA AL FUTURO – PARTE 2

ITALIA: COSENZA: UNA CITTÀ ANTICA CHE GUARDA AL FUTURO – PARTE 2

Cari amici, ora riprendiamo la nostra visita sulla Città di Cosenza…

Eravamo arrivati alla confluenza dei due fiumi, Crati e Busento, dove oltre a confluire le acue, confluiscono la storia e la leggenda, la leggenda del re Alarico dei Visigoti e del suo tesoro seppellito assieme ad esso sotto il greto del fiume in un posto imprecisato…

Ma oltre al centro storico che abbiamo percorso in precedenza dal Castello sino ai suoi piedi, esist un’altra parte del centro Storico altrettanto bello e suggestivo e pieno di storia e cultura…l’abitato che si inerpico sul secondo dei sette colli che circondano Cosenza…colle Triglio!

Partendo dalle confluenze risaliamo il letto del fiume Crati, e la prima cosa che davvero è interessantissima  da vedere è il quartiere ebraico, o ciò che ne fu a Cosenza, ancora ben conservato: stiamo parlando della zona del Cafarone, traccia indelebile della presenza di una nutrita e fiorente comunità Giudaica.

Ripartendo da tale luogo, si attraversa il fiume Crati, e passando sull’altra sponda del fiume due cose sono degne di essere visitate perché entrambe testimonianze della civiltà e della cultura che permea la città Bruzia!

La prima è il museo dei Bretti e degli Enotri :

La nascita del Museo, che oggi ha sede di fianco il complesso monumentale di S.Agostino,  è legata alla formazione del nucleo originario della sua collezione, proveniente dagli scavi effettuati nel 1888 con lo scopo di ricercare l’antica colonia di Sybaris. In quell’occasione fu ritrovata la necropoli enotria di Torre del Mordillo (Spezzano Albanese), l’area sacra greca di Cozzo Michelicchio e la necropoli thurina di contrada Caccia di Favella (Corigliano Calabro). Da allora la collezione del Museo andò crescendo costantemente nel tempo, sia per l’acquisto di materiale sporadico sia per l’avvento di nuove scoperte.

Nel 1911 fu acquistato il primo nucleo del monetiere; nel 1916 furono inserite nella collezione le lucerne di età romana, provenienti da Cerchiara, mentre il 1932 è l’anno dei reperti rinvenuti nella località Muoio di Cosenza, in occasione della costruzione dell’Ospedale Civile dell’annunziata, dove fu scoperta una necropoli brettia.

Nel 1970 il Museo fu allestito negli ambienti del Palazzo della Biblioteca Civica di Cosenza, dove rimase fino al 2003, anno in cui fu chiuso per destinarlo al Complesso monumentale di S. Agostino. Qui la collezione, che intanto ha acquisito altri reperti provenienti dagli scavi recenti nel centro storico di Cosenza, è stata sistemata con un nuovo e moderno allestimento inaugurato nel 2009.

A brevissima distanza dal sito attuadel museo e raggiungibile facilmente a piedi vi è un qualcosa che ci porta direttamente a fatti importantissimi risalenti al Risorgimento Italiano e al tentativo di Unità d’Italia, stiamo parlando del Monumento ai fratelli Bandiera  che è onosciuto dai cosentini come la “Tomba dei Fratelli Bandiera”, è situato nei pressi del centro storico. Fu edificato in memoria dei fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, ufficiali della Marina da guerra austriaca fin quando non presero parte all’attività rivoluzionaria per l’indipendenza dell’Italia. Provenienti da Corfù e sbarcati alla foce del fiume Neto insieme ad altri compagni, si recarono verso la città di Cosenza per far insorgere la popolazione, ma un loro compagno li tradì. I fratelli Bandiera, insieme ai loro compagni, furono fucilati nel Vallone di Rovito nel 1844.

Purtroppo tale monumento è spesso e volentieri ignorato e trascurato mentre rappresenta un fulgido esempio della partecipazione al processo di Unità Nazionale.

Inerpicandoci sul Colle Triglio arriviamo in un posto bello e suggestivo: Corso Plebiscito, da cui di sera si può ammirare da un lato il Castello in tutta la sua maestosità e poi dakll’altra, affacciandocci dalla balconata del corso sul fiume Crati si può ammirate il panorama delle confluenze dei fiumi cosentini di notte illuminati da mille luci.

Continuando  da Corso Plebiscito e continuando a salire in cima al colle Triglio troviamo Palazzo Arnone.

Questo palazzo, oltre ad essere stato la dimora di una delle famiglie più importanti e prestigiose di Cosenza nei secoli ha assunto varie funzioni:

Il palazzo, iniziato a costruire agli inizi del XVI secolo da Bartolo Arnone, fu venduto allo Stato prima del suo completamento. Nella sua lunga storia ospitò i presidi di Calabria Citeriore e il Grande Archivio di Giustizia, fu prima sede del Tribunale e della Regia Udienza e col tempo assunse la funzione di carcere. Nel 1734 in seguito ad un tumulto popolare e nel 1747 a causa di una rivolta delle donne che vi erano detenute, subi’ due incendi abbastanza gravi che lo resero inagibile per un determinato periodo di tempo. In seguito alla sua ristrutturazione, per volontà dell’allora Governatore delle Calabrie, nel 1758 venne arricchito dalla costruzione agli angoli di quattro bastioni (un primo era stato eretto dal preside Filomarino nel 1747). Subi’ gravi danni durante il catastrofico terremoto del 1854 che fece crollare l’ultimo piano ed in seguito assunse la duplice funzione di tribunale ubicato nel piano superiore e di carcere mandamentale ubicato nel piano inferiore. Dopo il trasferimento del carcere, ed un periodo di abbandono, iniziarono i lavori per l’adattamento della struttura a sede museale. Nella piazza antistante venne piantato uno degli alberi della libertà e nel vasto androne con volta a botte è affrescato lo stemma del Reame di Spagna datato 1775.

Finita la sua funzione di penitenziario cittadino tra la fine degli anni 70’ e gli inizi degli anni 80’ del XX secolo divenne sede della Sovrintendenza delle belle Arti e sede espositiva :

Vi trova collocazione permanente una pinacoteca costituita dalla collezione dei dipinti che, a partire dagli anni ottanta del Novecento, sono stati acquisiti al patrimonio dello Stato e documenta momenti significativi dell’arte italiana, in particolare meridionale, dal Cinquecento al Novecento. Espone opere di pittori nati in Calabria da Pietro Negroni a Mattia PretiLuca Giordanoe altri, ed in considerazione della storica dipendenza della Calabria da Napoli, di artisti napoletani che hanno influenzato gli esiti della pittura locale. La Galleria Nazionale, recentemente riaperta al pubblico con un allestimento in linea con gli standard europei, ha ricevuto il riconoscimento istituzionale ufficiale con Decreto Regionale istitutivo del 30 maggio 2009. Annovera pregevoli opere di Marco PinoJusepe de RiberaMassimo StanzioneAndrea VaccaroPacecco De RosaMattia Preti(Ercole che libera Prometeo, Ercole che libera Teseo, il Martirio di San Sebastiano, San Girolamo, Giacobbe, Labano il suo gregge e Rachele), Francesco CozzaPietro NovelliGiuseppe ReccoCarlo Maratta, il BaciccioPaolo De MatteisFrancesco De Mura, due bozzetti di Sebastiano Conca, un dipinto di Stefano Liguoro, una Sacra Famiglia del cosentino Pietro Negroni; un bozzetto di Corrado Giaquinto che raffigura L’Olimpo e Apoteosi della Spagna; splendide tele di Luca Giordano (Morte di Lucrezia, Morte di Cleopatra, Veduta di Napoli con architettura).

A partire dal 29 maggio 2010 si è arricchita di 38 opere in comodato d’uso della Collezione Carime, per le quali è stata allestita una nuova ala del complesso espositivo. Sono presenti varie mostre temporanee di alto profilo, tra le quali quella dedicata ad Umberto Boccioni terminata il 31 dicembre 2009.

Altre opere sono state acquisite al patrimonio dello Stato e destinate alla Galleria Nazionale di Cosenza nel 1996 e provengono dalla galleria privata di Lydia Winston Malbin, importante collezionista americana. Il nucleo più rappresentativo è costituito da studi anatomici e di figure, di paesaggi ed architetture. Tra i pezzi più interessanti Gisella, puntasecca del 1907; l’acquaforte La madre con l’uncinetto; gli studi per Contadini al lavoro e Campagna lombarda; i disegni preparatori per il dipinto La risata nonché il pastello su cartoncino raffigurante Gisella. Oltre alle opere grafiche è presente anche una copia di Forme uniche della continuità nello spazio.

Ma Cosenza non finisce qui, la sua storia e la sua cultura passata e presente non finisce qui…ma per il momento vi consigliamo di iniziare a consultare la Vostra agenzia di fiducia per pianificare al meglio il Vostro viaggio nella splendida Cosenza…noi vi rimandiamo alla terza ed ultima parte della scoperta della città Bruzia!!!

GulyScopr.1

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